Fatture di acquisto della Trattoria

 

Stendhal

 

(Grenoble,1793-Parigi,1842).Pseudonimo di Henri Beyle,prese contatto con l’Italia a Bagnolo Mella-era sottotenente del 6°Dragoni cavalleria-nell’inverno del 1800,ma non potè vedere Brescia.Ci arrivò l’anno dopo,come aiutante di campo del maresciallo Michaud,per restarci tre mesi.Questa è la città dove ha vissuto di più,dopo Milano,e che gli è servita di scuola per conoscere-attraverso la gente-l’anima del Paese di cui si sarebbe innamorato.Ha alloggiato dapprima a palazzo Avogadro e poi in casa Conter,andava a passeggiare sui bastioni di porta Milano,gli piacevano il Castello e i Ronchi,ma fu soprattutto affascinato da quello che accadeva in scena e tra i palchi del teatro Grande (“non tralasciare di vederlo”raccomanderà nel 1882 al cugino Colomb,nell’itinerario che gli suggerisce).Di là dal primo brusco incontro con la Bassa,di Brescia serberà un ricordo intenso e intelligentemente variegato,a quanto scrive nel Diario del1801 come in Roma,Napoli e Firenze del 1817 e in Memorie di un turista del 1837.

 

     Milano,1 ottobre 1816

…le signore vanno matte per gli ozei colla polenta.Con le reti,sul finire dell’autunno,si prende una grande quantità di uccelletti (ozei) e si mettono allo spiedo per poi servirli assieme a un intriso fatto con farina di granoturco cotta in acqua.Questa polenta costituisce l’alimento per tutto l’anno del contadino lombardo.Io ho trascorso delle piacevolissime mattinate al roccolo…Quell’aria frizzante del mattino ti mette addosso una gioia animalesca.La sera,il gusto e la soddisfazione di cenare con uccelletti e polenta,il buon umore che corre,ti danno la sensazione di estendere l’esistenza fin sul versante dei piaceri primordiali.Vorrei veder come se la cava un metodista inglese capitato in mezzo a questa sorta di ebrezza: o scoppierebbe in ingiurie o andrebbe a impiccarsi…